COLICO – Lo scorso 25 marzo è stata depositata al protocollo del Comune di Colico una proposta, suffragata da poco più di un centinaio di firme di cittadini, per modificare la circoscrizione provinciale con il passaggio di Colico alla Provincia di Sondrio. Dopo la verifica degli uffici comunali, la proposta depositata agli atti, con la relativa documentazione a corredo, è stata trasmessa oggi a tutti i componenti del Consiglio Comunale, e i proponenti saranno ascoltati entro 30 giorni.
L’articolo 133 della Costituzione cita: “Il mutamento delle circoscrizioni provinciali e la istituzione di nuove Provincie nell’ambito d’una Regione sono stabiliti con leggi della Repubblica, su iniziativa dei Comuni, sentita la stessa Regione”. Quindi è esclusiva competenza del Consiglio Comunale proporre l’avvio del procedimento per un cambio di provincia. Successivamente, Regione Lombardia sarebbe chiamata a esprimere un parere, infine spetterebbe al Parlamento legiferare.
“L’iniziativa viene sottoposta al voto del Consiglio Comunale solo ed esclusivamente col sostegno di una larga maggioranza dei cittadini. Per evitare fraintendimenti, l’Amministrazione non intende in alcun modo arrogarsi una decisione di tale rilevanza senza un ampio consenso popolare. Pertanto, l’iniziativa, che la normativa affida al Comune, spetta di fatto ai cittadini, unici titolati a esprimersi e a manifestare la propria volontà”, dice il sindaco Monica Gilardi.
“Il referendum popolare, invocato da più parti e che appare come lo strumento più idoneo per affrontare la questione in campo, non è giuridicamente applicabile. Si tratta infatti di un istituto normato dall’art. 52 dello Statuto Comunale e previsto per le sole “materie di esclusiva competenza locale”, aggiunge Gilardi.
“L’Amministrazione Comunale ritiene prioritario ascoltare i cittadini. La questione in discussione riguarda il futuro di Colico e dei Colichesi, in modo importante e irreversibile, e merita di essere affrontata con serietà, obiettività e nel reale interesse della collettività. Non c’è spazio per prese di posizioni ideologiche, polemiche sterili e ripicche”, conclude Monica Gilardi.