Dervio – Qualche inciampo tecnico e il fondo intorbidito hanno rallentato le operazioni di recupero della salma ritrovata stamane da un somozzatore amatoriale a 38 metri di profondità nel lago all’altezza della località “Moc” a Dervio.a
Il luogo è strano, un posto ritenuto dai conoscitori della zona non ottimale né per un suicidio, né per un occultamento di cadavere. Per entrare in acqua è necessario scavalcare un muretto per niente agevole e infine superare un prato. La profondità non è immediata e neppure enorme. Un cadavere viene facilmente a galla.
Protetta dalle grandi correnti, lo specchio d’acqua non sembra neppure facile porto per cose o persone cadute, magari più a nord. Il mistero rimane perciò molto grande.
Gli investigatori dovranno, inoltre, tenere conto che la temperatura a quella profondità rimane costantemente tra i 6 e 7 gradi. Insomma freddo da frigorifero che nel breve periodo conserva dalla decomposizione immediata. Tant’è che la valutazione del veterinario lecchese che ha trovato il cadavere, durante una immersione domenica mattina, è di uno stato di conservazione buono, il che fa pensare a un tuffo abbastanza recente.
Domani alle 10 i sommozzatori dei Vigili del Fuoco di Milano riproveranno a raggiungere il corpo, sperando in condizioni del fondo tali da permettare di raccoglierlo e riportarlo a breve in superficie.