MANDELLO DEL LARIO – Continua a Mandello la tradizione del Ginèe, un simbolico addio al mese di gennaio, il più freddo dell’anno in particolare negli ultimi tre giorni chiamati i giorni della merla.

Il Ginèe è infatti un pupazzo di stoffa riempito di stracci che rappresenta l’inverno ed il freddo. Ogni 31 gennaio il pupazzo viene trascinato per le vie del paese in un chiassoso corteo e poi bruciato su una catasta di legno. L’origine di questa usanza è molto antica, forse addirittura secolare, e diffusa in molte culture contadine. Il rogo assume valori e nomi diversi a seconda della località in cui ci si trova (in alcune zone è più comune il termine Giubiana) mantenendo pur sempre uno stretto legame con le tradizioni popolari del luogo.

Tutt’oggi il Ginèe è un’ immancabile ricorrenza alla quale il paese partecipa sentitamente ed ogni frazione prepara il suo pupazzo da ardere. Questi è il simbolo dell’inverno finalmente sconfitto, bruciato dalle fiamme purificatrici che permettono l’arrivo della rinascita primaverile.

Ieri sera intorno alle ore 20.30 il corteo principale è partito da piazza del S.Cuore diramandosi lungo le vie del paese e riempendo le strade del caratteristico rumore di pentole, latte e lattine trascinate da bambini e non solo.

Una volta giunti a destinazione alla spiaggia che divide i giardini pubblici dal lido di Mandello, il fantoccio ha trovato il consueto posto d’onore sulla sedia posta in cima all’alta pira di legna situata all’estremità della foce del fiume Meria e preparata con cura dai volontari della Protezione Civile. Li il pupazzo del ginee ha preso fuoco continuando ad ardere e dando vita ad un incantevole falò.

Il tutto si è svolto alla perfezione sotto il controllo dei volontari della Protezione Civile e gli sguardi rapiti di coloro che anche quest’anno non hanno voluto mancare.